Il 26 ottobre l’attore Antonio D’Aprile interpreta a Taurisano il Dialogo su Dio di Giulio Cesare Vanini

COMUNICATO STAMPA del 25 ottobre 2018

Si tratta della seconda iniziativa del CISV propedeutica al convegno internazionale in programma il 7, 8 e 9 febbraio 2019 per i 400 anni del rogo del filosofo taurisanese

Venerdì 26 ottobre, alle ore 19, presso l’aula consiliare del Comune di Taurisano, l’attore Antonio D’Aprile leggerà e interpreterà il Dialogo su Dio di Giulio Cesare Vanini, accompagnato dalla pianista Benedetta Pepe e dopo un’introduzione filosofica di Francesco Paolo Raimondi.

L’iniziativa è la seconda di una serie di attività propedeutiche (si veda locandina allegata) che il Centro Internazionale di Studi Vaniniani (CISV) ha organizzato, tra settembre 2018 e gennaio 2019, in vista del convegno internazionale di studi Filosofia della libertà e libertà del filosofare: Giulio Cesare Vanini a 400 anni dal rogo in programma il 7, 8 e 9 febbraio 2019 tra Taurisano e Lecce (in collaborazione con il Comune di Taurisano, l’Università del Salento e l’Università di Tolosa) in occasione del 400esimo anniversario del rogo di Giulio Cesare Vanini (9 febbraio 1619).

 

NOTIZIE SUL CISV

Sorto informalmente nel 2012 con l’adesione di oltre cinquanta docenti provenienti da numerose università europee ed americane, il Centro Internazionale di Studi Vaniniani (CISV), con sede in Taurisano, via Eroi d’Italia 61, si è costituito in Associazione Culturale Onlus nel febbraio 2018 e si è articolato in un Comitato Scientifico, rappresentato da docenti universitari ed esperti del pensiero vaniniano e da consiglio direttivo composto da Francesco Paolo Raimondi (Presidente), Mario Carparelli (Vice Presidente), Giovanni Rocca (Segretario), Alberto Nutricati, Claudio Scordella, Antonio Ciurlia, Antonio Stifani (Consiglieri), che provvede alla gestione di tutte le attività culturali programmate.

Le finalità del CISV sono così declinate dall’art. 2 dello Statuto: a) promuovere la conoscenza del filosofo Giulio Cesare Vanini in tutto il mondo, avvalendosi dell’apporto gratuito degli studiosi che a livello universitario o comunque con competenze specialistiche hanno lavorato nel campo degli studi vaniniani o in settori affini e contigui; b) facilitare la circolazione delle opere di Vanini nelle loro diverse edizioni; c) facilitare la diffusione della letteratura secondaria su Giulio Cesare Vanini; d) costituire e gestire biblioteche vaniniane, fondi librari, case museo, ecc. ; e) divulgare la conoscenza del filosofo attraverso ogni mezzo e canale comunicativo (siti web, documentazione cartacea, ecc.); f) sollecitare e collaborare con enti pubblici e privati per organizzare eventi culturali sulla figura del Vanini.

 

Decima Serie: I maestri del Vanini

Fig. 94. Aristotele (dalle stanze di Raffaello).

 

Fig. 95. Busto di Cicerone

 

Fig. 96. Busto di Tito Lucrezio Caro.

 

Fig. 97. Busto di Luciano di Samosata.

 

Fig. 98. Averroè: affresco di Andrea di Bonaiuto (1365). Firenze, Santa Maria Novella, Cappellone degli Spagnoli.

 

Fig. 99. Niccolò Machiavelli: dipinto di Santi di Tito (1536-1603). Firenze, Palazzo Vecchio.

 

Fig. 100. Ritratto di Simone Porzio. Incisione di C. Biondi. (da Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli ornata de’ loro rispettivi ritratti, compilata da diversi letterati nazionali, Napoli, N. Gervasi, 1814).

 

Fig. 101. Ritratto di Scipione Capece. Incisione di R. Pastena del V. Scarpati . (da Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli ornata de’ loro rispettivi ritratti, compilata da diversi letterati nazionali, Napoli, N. Gervasi, 1822).

 

Fig. 102. Ritratto di Girolamo Cardano.

 

Fig. 103. Giulio Cesare Scaligero. (ritratto del XVIII sec.).

 

Fig. 104. Ritratto di Ferrante Imperato. Incisione di C. Biondi. (da Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli ornata de’ loro rispettivi ritratti, compilata da diversi letterati nazionali, Napoli, N. Gervasi, 1822).

 

Fig. 105. Ritratto di Cesare Cremonini (1623). Cento, Pinacoteca Civica.

Nona Serie: Le fonti del Vanini

Fig. 88 Ritratto di Giovanni Gioviano Pontano. Napoli, Museo di San Martino.

 

Fig. 89. Ritratto di Pietro Pomponazzi.

 

Fig. 90. Ritratto di Cornelio Agrippa di Nettesheim.

 

Fig. 91. Girolamo Fracastoro: ritratto di anonimo.

 

Fig. 93. Jean Fernel (da Universa Medicina, Coloniae Allobrogum, Apud Samuelem De Tournes, 1679).

Ottava Serie: I giudici e gli accusatori del Vanini

Fig. 76. I Capitouls Paul Virazel (in alto) e Nicolas de Saint-Pierre (in basso), dalle Annales de l’Hotel de Ville. Il primo procedette all’arresto del Vanini; il secondo era il capo del Concistoro, autore delle Annales del 1618. (Tratto dal frontespizio interno della Chronique, n. 290 delle Annales de l’Hotel de Ville de Toulouse, v. VI, ms. BB 278).

 

Fig. 77. Jean d’Olivier. Procedette con il Virazel all’arresto del Vanini. (Tratto dal frontespizio interno della Chronique, n. 290 delle Annales de l’Hotel de Ville de Toulouse, v. VI, ms. BB 278).

 

Fig. 78. Gilles Le Masuyer, Primo Presidente del Parlamento tolosano, presiedette la seduta plenaria che pronunciò l’Arrêt de mort contro il Vanini. (Fotografie Musée Dupuy).

 

Fig. 79. Guillaume de Catel, illustre storico tolosano, avvocato al Parlamento. Fu tenace accusatore di Vanini e pronunciò contro di lui l’arringa decisiva. (Fotografie Musée Dupuy).

 

Fig. 80. François de Bertrand, avvocato al Parlamento. Condusse l’istruttoria segreta contro il Vanini. (Fotografie Musée Dupuy).

 

Fig. 81. Jean de Bertier de Montrabe, terzo presidente del Parlamento tolosano al momento del processo contro il Vanini. Assunse la carica di Primo Presidente alla morte di Gilles Le Masuyer. (Fotografie Musée Dupuy).

 

Fig. 82. Guillaume de Segla. Giudice tolosano: partecipò alla seduta plenaria in cui fu pronunziata la sentenza di morte. (Fotografie Musée Dupuy).

 

Fig. 83. Anne de Calillac. Giudice tolosano: partecipò alla seduta plenaria in cui fu pronunziata la sentenza di morte. (Fotografie Musée Dupuy).

 

Fig. 84. Jacques de Maussac. Giudice tolosano: partecipò alla seduta plenaria in cui fu pronunziata la sentenza di morte. (Fotografie Musée Dupuy).

 

Fig. 85. Le père Coton, gesuita. Confessore di Enrico IV e successivamente di Luigi XIII. Cacciato da Parigi si rifugiò a Tolosa. Forse interrogò Vanini nel carcere e probabilmente ebbe una parte di rilievo nella formulazione delle accuse contro di lui. (Incisione di Hermann Weyden del 1626).

 

Fig. 86. Marin Mersenne. Ritratto di anonimo.

 

Fig. 87. Gabriel de Barthélemy de Gramond, autore della Historia Galliae (1643), in cui parlò con pregiudizievole avversione della esecuzione vaniniana di Place du Salin. Il padre Pierre de Barthélemy de Gramond prese parte al processo contro Vanini. (Fotografie Musée Dupuy).

Settima Serie: I protettori del Vanini

Fig. 72. Diego Sarmiento de Acuña, Conte di Gondomar, ambasciatore spagnolo a Londra. Da Ben Damman’s engraving of the original portrait by Mytens at Hampton Court (as of 1890, when reproduced by Alexander Brown in vol. 1 of his Genesis of the United States, facing p. 430).

 

Fig. 73. François de Bassompierre, Maresciallo di Francia, protettore del Vanini. (1635) Ritratto di Jean Alaux (1786-1864).

 

Fig. 74. Nicolas de Brûlard de Sillery, guardasigilli del regno di Francia, protettore del Vanini. Ritratto di Daniel Dumonstier (1574-1646). Paris, Musée du Louvre, Départment des Arts Graphiques.

 

Fig. 75. Henri II de Montmorency, governatore della Linguadoca, protettore del Viau e forse anche del Vanini.

Sesta Serie – Gli intellettuali amici del Vanini

Fig. 68. Francis Bacon: ritratto di anonimo.

 

Fig. 69. Isaac Casaubon: ritratto di anonimo

 

Fig. 70. Giovan Battista Marino. Firenze, Galleria degli Uffizi.

 

Fig. 71. Théophile de Viau, filosofo-poeta (da Frédéric Lachèvre, Le procès du poète Théophile de Viau, Paris, Champion, 1909).

Quinta Serie: I personaggi che decisero le sorti del Vanini

Fig. 54. Francisco Ruiz De Castro, duca di Taurisano.

 

Fig. 55. Leonardo Donà, doge di Venezia: ritratto di Marco Vecellio (1545-1611). Venezia, Palazzo Ducale, Sala della Bussola.

 

Fig. 56. Dudley Carleton (1620), ambasciatore inglese a Venezia. Ritratto di Michiel Jansz. van Miereveldt (1567-1641). Montacute House, Long Gallery.

 

Fig. 57. George Abbot, arcivescovo di Canterbury e Primate d’Inghilterra durante la permanenza del Vanini a Londra. London, National Gallery.

 

Fig. 58. Giacomo I: ritratto di Paul van Somer (1576-1621). Madrid, Museo del Prado

 

Fig. 59. Roberto Bellarmino. Dipinto di Pietro da Cortona (1596-1669). Roma, Curia Generalizia della Compagnia di Gesù.

 

Fig. 60. Giovanni Garzia Millini, inquisitore romano. Scultura di Alessandro Algardi (1598-1654). Roma, Santa Maria del Popolo.

 

Fig. 61. Il cardinale Roberto Ubaldini. Tela di Guido Reni (1575-1642). Collezione privata.

 

Fig. 62. Cardinale Guido Bentivoglio, Nunzio Apostolico di Fiandra. Ritratto di Antoon van Dyck (1599-1641). Firenze, Palazzo Pitti.

 

Fig. 63. Ritratto di Concino Concini

 

Fig. 64. Leonora Galigai: da L’Ancienne France, 1887, p. 161.

 

Fig. 65. Luigi XIII: ritratto (1622) di Pieter Paul Rubens (1577-1640). Parigi, Palais du Luxembourg.

 

Fig. 66. Ritratto di Maria de’ Medici. Firenze, Palazzo Pitti.

 

Fig. 67. Paolo V. Roma, Pinacoteca Vaticana

Terza Serie: Le firme di Vanini

Fig. 50. Le firme di Vanini: in ordine cronologico e dall’alto in basso: giuramento della laurea (1° giugno 1606); albarano relativo alla vendita di una casa in Ugento (26 ottobre 1607); lettera a Dudley Carleton, datata 9 ottobre 1612; lettera a Isaac Wake, datata 9 ottobre 1612; Declaratio Julii Caesaris Vanini (15 febbraio 1614); Examinatio secunda (15 febbraio 1614, firmata Julius Caesar Vinnes, nome in codice usato in Inghilterra).

Seconda Serie: I luoghi frequentati dal Vanini

Fig. 17. Taurisano: Palazzo di via Isonzo, probabile casa natale di Giulio Cesare Vanini. Vi si leggono due epigrafi: quella superiore: Naturae non artis opus 1578 (Questa è opera della natura non dell’arte); quella inferiore: Fidem fati virtute sequamur (Poniamoci con coraggio sotto la tutela del destino). Il 1578 è verosimilmente la data di edificazione del palazzo.

 

Fig. 18. Taurisano: via Roma, casa di Alessandro Vanini, fratello del filosofo.

 

Fig. 19. Taurisano: via Roma, portale della casa di Giovanni Battista Vanini, figlio di Alessandro e nipote del filosofo.

 

Fig. 20. Taurisano: Chiesa della Madonna della Strada (XIII-XIV secolo). Schizzo di Donato Minonni.

 

Fig. 21. Taurisano: Chiesa della Madonna della Strada (XIII-XIV secolo).

 

Fig. 22. Presicce: Icona di Santa Maria degli Angeli. Si tratta verosimilmente dell’icona miracolosa della quale Vanini fa cenno nell’Amphitheatrum, pp. 72-73.

 

Fig. 23. Veduta di Napoli. Da Berthaut, Labelle, Callot, Saint-Aubin, Voyages pittoresques de Naples et de Sicile.

 

Fig. 24. Napoli: chiesa e convento del Carmine Maggiore. Vanini vi soggiornò dal 1603 al 1608.

 

Fig. 25. Napoli: S. Domenico Maggiore, sede dello Studium Generale.

 

Fig. 26. Museo di Ferrante Imperato (da Ferrante Imperato, Dell’Historia naturale, Napoli, Stamperia a Porta Reale, 1599, frontespizio interno).

 

Fig. 27. Padova nel Seicento. Incisione di Bertelli.

 

Fig. 28. Padova: Palazzo del Bo, sede dello Studium Generale.

 

Fig. 29. Padova: Chiesa del Carmine. Vanini soggiornò nell’annesso convento dall’ottobre 1608 al 28 gennaio 1611.

 

Fig. 30. Venezia da Guillaume Gueroult, Epitome de la Corographie d’Europe, Lyon, chez Balthasar Arnoullet, 1553. Vanini predicò in una chiesa veneziana in occasione della quaresima del 1611. Probabilmente nella stessa circostanza incontrò un tale che si spacciava per Messia (De admirandis, p. 360).

 

Fig. 31. Veduta di Basilea: disegno di Fragonard Masquelier. Nel 1612 Vanini tentò verosimilmente di trovare nelle librerie locali il De immortalitate animae di Pomponazzi, stampato a Basilea (Amphitheatrum, p. 172).

 

Fig. 32. Francoforte da Guillaume Gueroult, Epitome de la Corographie d’Europe, Lyon, chez Balthasar Arnoullet, 1553. Nel 1612 Vanini visitò le celebri Nundinae alla ricerca del De immortalitate animae di Pomponazzi (Amphitheatrum, p. 172).

 

Fig. 33. Strasburgo: la cattedrale. Disegno di R. d’Or. Nel 1612, osservando l’immagine di Lutero, Vanini vi riconobbe i segni dell’apostasia (Amphitheatrum, p. 67). Ad un editore locale consegnò il manoscritto degli Astonomici Commentarii, che però non videro mai la luce (De admirandis, p. 31). Riprendendo il corso del Reno verso Amsterdam rischiò il naufragio (De admirandis, p. 424).

 

Fig. 34. Veduta di Amsterdam (da Illustrations de voyage célèbres). Vanini riferisce (De admirandis, pp. 354 e 420) di avervi incontrato due sostenitori di dottrine pericolose per la fede (ma assai verosimilmente si tratta di uno stratagemma cautelativo).

 

Fig. 35. Veduta di Londra (da Illustrations de voyage célèbres). Vanini vi soggiornò dal 20 giugno 1612 al 23 marzo 1614.

 

Fig. 36. Londra: Lambeth Palace, sede dell’Arcivescovo di Canterbury, George Abbot. Vanini vi soggiornò nei venti mesi di permanenza a Londra, dal 20 giugno 1612 al 14 febbraio 1614.

 

Fig. 37. Londra: Lambeth Palace, The Great Hall.

 

Fig. 38. Londra: Gatehouse annessa a Westminster Abbey, progettata nel XIV secolo dall’Abbey Cellarer. Vi fu imprigionato Vanini dal 15 febbraio al 23 marzo 1614.

 

Fig. 39. Veduta di Bruxelles (da Illustrations de voyage célèbres). Vanini giunge a Bruxelles nella prima metà di aprile 1614 ed è accolto dapprima dall’ambasciaotre spagnolo, il Machese di Guadaleste, e successivamente dal Nunzio apostolico, Guido Bentivoglio. Durante il soggiorno un albergatore gli fa notare che l’esperienza diretta è superiore al sapere libresco (De admirandis, p. 121).

 

Fig. 40. Veduta di Anversa (da Illustrations de voyages célèbres). A causa di una epidemia di pestre che aveva colpito la città di Bruxelles, Vanini e il confratello Ginocchio sono obbligati a spostarsi ad Anversa con il Nunzio Apostolico Bentivoglio. Qui, come ci fa sapere nell’Amphitheatrum (p. 39) avrebbe fatto esperienza del taglio dei diamanti.

 

Fig. 41. Veduta di Parigi (da Epitome de Corographie d’Europe).

 

Fig. 42. Veduta di Lione (da Epitome de la Corographie d’Europe). Vanini vi soggiornò dalla fine di gennaio a giungo 1615. Tentò di trovare nelle librerie locali il De immortalitate animae di Pomponazzi (Amphitheatrum, p. 172). Nel fiume osservò che i lucci si mangiano l’un l’altro (De Admirandis, p. 219). In un albergo lionese si sarebbe svolta la straordinaria storiella di un oste gabbato da un avventore che avrebbe sparso nella camera polveri di falangio essiccato. L’episodio costituisce per Vanini l’occasione per ricondurre alle cause naturali il tarantolismo e per accennare a fenomeni di suggestione collettiva (De admirandis, pp. 446-447).

 

Fig. 43. Veduta di Ginevra (disegno di Fragonard Masquelier). Vanini passò da Ginevra tra il 1614 e il 1615. Egli afferma di avervi incontrato un ateo belga che argomentava sul matrimonio tra affini e facendo notare che l’incesto era praticato anche dai Patriarchi degli Ebrei (De admirandis, p. 326).

 

Fig. 44. Veduta secentesca di Tolosa (da Claude Rivals – Roger Camboulive – Georges Angély, Toulouse d’après les plans anciens, 1988, p. 44: Legenda: (1) Parlamento; (2) rue Nazareth; (3) Place des Carbes; (4) Place de Saint-Etienne; (5) rue de la Croix Baragnon; (6) La Grand rue; (7) Place du Salin.

 

Fig. 45. Toulouse: la salle des Illustres. Vi era collocato un busto di Guillaume Catel, recante l’epigrafe di Germain Lafaille, che lo celebrava per la sua arringa nel processo contro Vanini.
Fig. 46. Toulouse: le Capitole, sede del governo cittadino. Vanini fu trattenuto agli arresti dal 2 al 5 agosto 1618.

 

Fig. 47. Toulouse: Eglise de Saint Etienne. Davanti alla Grande Porte Vanini si rifiutò di fare ammenda a Dio al Re e alla giustizia (da Christian Cau, Le viux Toulouse, Toulouse 1987, p. 161).

 

 

Fig. 48. Toulouse: Place du Salin, in cui il 9 febbraio 1619 fu eseguita la sentenza di morte. (da Musée de l’Affiche de la Carte Postale et des Arts Graphiques – Toulouse).

 

Fig. 49. Toulouse: porte de l’Inquisition.